Alla ricerca dell’eccellenza
Tom Peters, Robert Waterman jr
Sperling & Kupfer. 2005. Pagg. 480
A pochi, che fanno vita da imprenditori, da manager o da studiosi di impresa, sarà sfuggito questo testo classico, la cui prima edizione conteneva la ricetta per diventare organizzazioni “eccellenti”. Nel tempo ha fatto scoppiare polemiche scientifiche e professionali a non finire: alcune organizzazioni allora “eccellenti” sono crollate, altre con una gestione “non ottimale” sono progredite. Che farsene allora delle teorie e delle regole di Peters e Waterman?
Nella nuova edizione loro rispondono candidamente che “l’eccellenza non è per sempre” ma è, solo e sempre, una ricerca “per”, “verso l’eccellenza” ed è in questo divenire che dà i suoi frutti. Confermano i tre punti di forza della loro teoria (1. persone e organizzazioni non possono essere considerate razionali, 2. il personale non è un semplice “fattore della produzione”, 3. bisogna convivere con un mondo pieno di ambiguità e confusione). Capitolo da non perdere è il 4°: “La gestione dell’ambiguità e del paradosso” che inizia non a caso con una citazione di F. Scott Fitzgerald: “Il test di un’intelligenza di prim’ordine è la capacità di tenere in testa due idee opposte pur conservando la capacità di funzionare”.